Copertina testo 2

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Io, senza alcun merito, discendo da un Bonomo de polottis, 1440-1516, padre di un Sanctini fu bonhomj de polottis che, in poco tempo diventa  Sanctini fu Magistri Bonomj de Lume Sanis: il nome diventa cognome.  
(Questa documentazione e’ stata raccolta da certificati notarili del tempo).
Lui e il figlio Santino, ed i nipoti Giovanni e Gio Maria erano “Magistri in Artem Fabry Ligniary”: costoro, grazie alle loro abilita’ e conoscenze, divennero ricchi signori e comprarono  “pezze” di terra in Lumezzane.
Ho conosciuto personalmente mio nonno Tobia, anni 1881-1957;  egli era un artigiano che e’ divenuto poi un industriale nel campo dell’ottone.
Nel 1901, coi tre fratelli fondo’ un’azienda;  lui, insieme ai tre fratelli e alla sorella, industriosi e probi, oltre che timorati di Dio, ebbero in tutto ben 52 figli, cosa peraltro normale a quei tempi.        
Nel 1939, all’inizio della 2° guerra mondiale, il nonno Tobia dava lavoro a circa 40 operai ma,  non avendo voluto lavorare per fare munizioni, essendo egli assolutamente contrario alla guerra, dovette chiudere la sua “officina”, per riaprirla solo dopo la fine della guerra.  
Nel 1960 Vittorio, il primo dei 14 figli di Tobia, padre a sua volta di 10,  si separo’ dai fratelli per iniziare un’attivita’ di tipo industriale coi numerosi figli: due avevano esperienza pratica, uno per la meccanica e l’altro per il commercio;  poi c’ero io, perito tecnico e un altro fratello, ragioniere, che ci eravamo entrambi diplomati in quell’anno. Finita la scuola, avendo deciso, sfortunatamente, di rinunciare ad una impegnativa esperienza di sei mesi, che poteva risultare assolutamente utile come formazione, presso un’azienda automobilistica di Milano, ho avuto pero’ la fortuna di acquistare e tradurre dall’inglese un libro eccezionale, proveniente dagli Stati Uniti, che risulto’ essere per quei tempi, e per me, estremamente interessante, dal quale ho tratto tutto il mio sapere tecnico-organizzativo usato nella mia vita operativa di 50 anni in alcune delle aziende dei fratelli.
Nel 1962 ho promosso nella mia azienda un corso sul “Controllo dei Costi Industriali”, utilissimo per capirne i concetti fondamentali, quali : l’utile e’ il primo elemento, da porre alla base della piramide dei  costi; esso va calcolato in % non sui costi, ma sul prezzo di vendita, (allora l’utile era assai elevato, dal 10 al 30% e piu’);  il costo del prodotto e’ la sommatoria di tutti quanti i costi,  compresi quelli, che sono sempre da fare, usati per gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo dei prodotti.  
Nel 1964 ho scritto all’Ente Unificazione Italiana per sapere se esisteva la tabella UNI del mio prodotto;  mi dissero che non esisteva, ma che avrebbero istituito una commissione “ad hoc” alla quale avrei potuto partecipare come produttore, al fine di redigerne le norme;    piu’ tardi feci parte anche del Comitato Tecnico UNI per valvole a sfera in acciaio per gas.  Con queste esperienze ho acquisito una mentalita’ adatta ad affrontare e risolvere i problemi teorico-pratici per fabbricare prodotti industriali di qualita’ elevata.  Il mio apporto in azienda, avendone individuata la carenza, e’ stato indirizzato subito alla gestione dei beni immateriali come la ricerca e sviluppo del prodotto, il deposito dei relativi brevetti, la corretta informazione da dare al mercato e il servizio alla clientela.
Premetto che non avrei potuto portare a termine il lavoro di cui sopra se non avessi avuto il consenso e la piena  collaborazione dei fratelli.
Nel 1966 ho acquistato un brevetto di utilita’ per rubinetto di arresto;
il costo previsto per questo prodotto era di poco superiore a quello dei prodotti concorrenti, tuttavia  fu ritenuto eccessivo e percio’ si preferi’ non fabbricarlo.  A quel tempo ero giovane e inesperto per cui non fui in grado di ribattere ai fratelli, ai rappresentanti ed ai clienti con la forza necessaria e le giuste motivazioni per fabbricare e vendere tale prodotto innovativo, che era di qualita’ assai superiore al normale. Questo fatto pero’ di aver collaborato con un’agenzia specializzata per la valutazione del brevetto da acquistare, mi e’ stato assai utile poi nel corso degli anni poiche’ ho compreso a fondo l’importanza di una stesura corretta e documentata della gestione del brevetto, che va depositato solo dopo aver stabilito la piena validita’ come invenzione o come utilita’, avendone prima verificata l’innovazione e la priorita’, anche mediante ripetute prove sperimentali.
Nel 1969 depositai, dopo anni di ricerche e di prove, un brevetto che riguardava una valvola a sfera per gas e acqua; erano ben 2 i brevetti d’invenzione nello stesso prodotto, estesi prima in sei paesi d’Europa,
poi in Giappone, Sud-Africa, Australia, Stati Uniti e Canada e Russia :
la Russia solamente e per partito preso, non lo volle mai concedere.
Nel 1971 percio’ creammo un’azienda apposita per la produzione industriale di tali valvole brevettate di elevato valore commerciale.
Nel 1974 il brevetto di utilita’ di una valvola di non-ritorno,con grande miglioramento nelle caratteristiche prestazionali, permise a me e ai fratelli di aumentare la produzione di un’azienda che era gia’ esistente.  
Nel 1982 a seguito di due brevetti, uno d’invenzione e l’altro di utilita’, relativi a un attuatore in alluminio per il comando a distanza di valvole a sfera ed a farfalla, creammo un’importante terza azienda industriale.
Nel 1988 infine, grazie all’esperienza maturata nella produzione di valvole di ottone, creammo un’apposita quarta azienda nostra per la fabbricazione di valvole a sfera in acciaio comune e inox.
Attualmente le varie aziende dei fratelli, che sono cinque in totale, sono tutte situate nel comprensorio della valle Trompia. L’ultima azione, trasversale rispetto alle prime, introdotta nelle nostre aziende grazie al mio costante impegno e che e’ risultata sempre piu’ importante col passare del tempo, e’ stata quella svolta dal concetto di “Qualita’ Totale”, che prende in considerazione principalmente la gestione organizzativa delle persone e di conseguenza quella del prodotto. Cio’ ha permesso alle nostre aziende, rispetto alle  concorrenti, di creare e mantenere un vantaggio competitivo, specie in questi anni di vera, profonda crisi :  questo fatto e’ risultato essere sempre piu’ determinante in un mercato concorrenziale e saturo. Debbo aggiungere per correttezza, che alcune altre iniziative, da me personalmente propiziate e delle quali non do’ qui comunicazione,
sono risultate nella pratica essere pressoche’ fallimentari, e sono anche costate alquanto in termini di investimento e di tempi e sforzi umani, impedendo  forse cosi’, degli sviluppi possibili in altri settori produttivi.

BIOGRAPHY
Without any merit, I descend from a de polottis Bonomo, 1440-1516, who was the father of a Sanctini son of bonhomj de polottis that, in a short time, became Sanctini son of Magistri Bonomj de Lume Sanis: the name had become surname.
(This documentation comes from notorial certificated of time). He and his son Santino, and the grandchildren Giovanni and Gio Maria were  “Magistri in Artem in Fabry Ligniary”: they, thanks to their skills and knowledge, became wealthy and bought “parcels” of land in Lumezzane.
I personally met my grandfather Tobia, years 1881-1957; he was a craftsman who became an industrialist in the field of brass. And with his three brothers founded a company in 1901; he, along with his three brothers and his sister, all industrious and honest, as well as God-fearing, had altogether around 52 children, something that was almost normal in those days.
At the beginning of the 2nd World War grandfather Tobia gave work to 40 workers, but having refused to make ammunition, being against the war he had to close his “workshop” and reopen it at the end of the war.
In 1960 Vittorio, the first of Tobia’s 14 children, father in turn of 10 children decided to separate from his brothers in order to start an industrial activity with his numerous sons: two of them had some practical experience, one for mechanics and the other for the trade; then there was me, technical expert, and another brother, an accountant, who had also graduated that same year. After school, having decided, unfortunately, to give up a challenging experience of six months at a car company that could be very oseful as training in Milan, I was nevertheless lucky enough to buy and translate from English an exceptional book, from the United States, which proved to be really interesting in those days for me, from which I got all my technical-organizational knowledge used in my lifetime of 50 years in some of the companies of my brothers.
In 1962 I promoted in my company a course on “Control of Industrial Costs”, very useful to understand the basic concepts, such as: the profit is the first item to be placed at the base of the pyramid of the costs; it must be calculated in percentage not on the costs, but on the sale price, (at that time the profit was very high, 10-30% and more); the cost of the product is the sum of all costs, including those, which are always to do, used to investments in research and product development.
In 1964 I wrote to the “Italian Unification Board”  to know if there was a table UNI of my product; I was told that it did not exist, but that they would set up a commission “ad hoc” to which I could participate as a producer in order to compile standards; later I also participate to the  Technical Committee for UNI steel ball valves for gas. With these experiences I have acquired a mentality fit to face and solve problems both theoretical and practical to manufacture industrial products of high quality. My contribution in the company, having identified the shortage of this function, was referred immediately to the management of intangibles such as research and product development, the deposit of patents, the correct information to give to the  market and customer service. I must say first of all that I could not have carried out the above work if I had not the consent and full cooperation of my brothers.
In 1966 I purchased a utility patent for stopcock; the estimated cost of this product was slightly higher than that of competing products, however, it was deemed excessive and therefore they preferred not to manufacture it. At that time I was young and inexperienced so I was not able to reply to my brothers, to the sales representatives and customers with the necessary strength and the right motivation in order to manufacture and sell this innovative product, which was of a much higher quality than normal. However, the fact to have worked with a specialized agency for the evaluation of the patent to buy, has been then very helpful in the course of  the years because I fully understood the importance of a proper and documented preparation of the management of the patent, which must be filed only after establishing its full validity as an invention or utility, having first assessed its innovation and priorities also throught repetitive experimental tests.
I deposited in 1969, after years of research and testing, a patent affecting a ball valve for gas and water; there were two patents for inventions in the same product, first extended in six countries in Europe, then in Japan, South Africa, Australia, the United States and Canada and Russia: only Russia, and for a matter of principle, did not want to grant it.
In 1971, therefore, we created a special company for the industrial production of these patented valves of high commercial value.
In 1974 the utility patent of a non-return valve, with great improvement in performance characteristics, allowed me and my brothers to increase the production of a company that was already existing.
In 1982, following two patents, one of invention and the other of utility, relative to an actuator in aluminium for the remote control of the ball valves and butterfly valves, we created an important third industrial company.
In 1988, finally, thanks to the experience matured in the production of brass valves, we created a special fourth company for the manufacture of ball valves in common steel and stainless steel.
Currently the various companies of the Bonomi brothers, which are five in total, are all located in the district of the Trompia valley. The last action, crossing over the first ones, was introduced in our companies thanks to my ongoing commitment and has become more and more important as time went on; it was undertaken under the concept of “Total Quality”, which takes into account mainly the management organization of people and consequently the management organization of the product. This has allowed our companies, compared to competitors, to create and maintain a competitive advantage, especially in these years of real, deep crisis: this result has been increasingly important in a competitive and saturated market.
I must add in all fairness, that some other initiatives, propitiated by me personally and of which I do not give notice here, were in practice almost a failure, and also cost somewhat in terms of investment and time and human efforts.
Thus preventing perhaps, the developements in other production sector.

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